SEGNO

Sentirsi e Osservarsi con tecniche non ordinarie di disegno

Facci caso: quando disegni, e in generale quando la tua concentrazione è totale, ti dimentichi di respirare. Ti dimentichi di te.

...E se attraverso il segno grafico ti esercitassi al ricordo? ...Se ci fosse un approccio artistico che puntasse anzitutto a guarire l'Artista?

Le tecniche di disegno che propongo sono funzionali alla conoscenza di te stesso e alla tua realizzazione. 

Mi prendo cura del tuo Artista Interiore, perché sia consapevole del tuo potere.

Alcune esercitazioni sono un succedersi di respiro, immaginazione, corpo, segno, ascolto, altre sono più accademiche, altre ancora non prevedono nemmeno l'uso del foglio. Intendo l'artista come un essere in cammino che si scopre nell'interazione sensibile con ciò che lo circonda.

I 3 step

La prima fase è di osservazione e auto-osservazione: se disegni in lentezza o perdendo i classici riferimenti (es: con l'altra mano, al buio, in iper-velocità)... se esplori la tecnica con cui hai meno confidenza, potrai chiaramente percepire le paure, l'aspettativa, il modo in cui ti rivolgi a te stesso. Il solo uscire dalla comfort zone permette di vedere finalmente gli schemi in cui ci si muove e contestualmente avvertire una stabile scintilla di eternità. Forti della memoria animica è possibile rompere i lacci emotivi e scardinare le credenze limitanti: in una parola, deprogrammarsi.

Qui ha inizio una fase di ispirazione, libertà di movimento e gioco; qui si restituisce alla parola il suo potere creativo e si mettono a fuoco i propri valori. Lavorare "in negativo" cancellando la campitura di grafite porta a fare spazio dentro e vedere oltre la dualità; disegnare ruotando intorno all'oggetto riattiva l'energia vitale ed è cruciale rispetto al tema della scelta; un filo nero che racconta il sentire permette di esplorare lo stato di concentrazione, il non attaccamento, l'imprevisto. E poi c'è il viaggio del guerriero... Il fiume notturno... 

L'esperienza grafica prosegue le sue analogie nella fase finale di manifestazione in cui mostrarsi dando concretezza a una personale estetica, godendo appieno del segno e del ritmo compositivo, permettendosi di vivere con gioia l'espressione e la propria professione. Consapevoli del proprio valore, generiamo abbondanza dentro e fuori. 

 

Ispirazioni

Disegnare con la parte destra del cervello di Betty Edwards è un manuale ricco di strategie riequilibrare il rapporto tra gli emisferi cerebrali, tra parte logica e non-verbale. Quando c'è questo equilibrio, al pari di tecniche di mindfulness o altre discipline, possiamo fluire con la realtà in uno stato di presenza e intuizione, sentendoci partecipi del tutto.

La via dell'artista di Julia Cameron è una pietra miliare per quel che riguarda la realizzazione e il successo dell'artista. E' stata una grande scoperta avvenuta dopo aver creato il percorso e vi ritrovo, sebbene in altre formule, l'idea di un lavoro da dentro a fuori e da fuori a dentro e l'importanza di un lavoro nell'ombra per conoscere il proprio daimon, il genio creativo, e portarlo dolcemente a emergere e mostrarsi nel mondo.

Molti dei lavori o delle sequenze che propongo sono ispirati da artisti o autori che ho studiato: ci sono innumerevoli vie di interazione espressiva con il reale che ci possono insegnare a cambiare occhi e trasformarci. In questo senso trovo determinanti gli insegnamenti contenuti nell'Occhio e lo Spirito di M. Marleau-Ponty e in Disegnare e Conoscere di Di Napoli.

Considero il gesto artistico una via di crescita personale.

Non faccio arteterapia, e la differenza sostanziale è il focus: non sul problema, ma sull'accogliere la perfezione del momento presente, per favorire una stravolgente rilettura del proprio passato e una coraggiosa espansione della nostra scintilla interiore.

La massima ispirazione mi è stata offerta negli anni di lavoro in teatro, dove tutta la bellezza scaturisce dall'interazione tra ciò che è visibile e ciò che non lo è, tra palcoscenico e dietro le quinte.